Edicola Jarach

Edicola Jarach


Edicola Jarach

Scheda

Denominazione:
Edicola Jarach
Posizione:
Riparto Ebraico, campo 4 giardino 21
Autore:
Manfredo D’Urbino (architetto)
Data esecuzione:
1928-1930

A ovest del Tempio delle Cerimonie del Riparto Ebraico sorge l’edicola Jarach. L’imponente struttura in travertino bianco è coronata da una menorah, sotto alla quale corre, lungo tutto il cornicione, una scritta in ebraico. Al di sopra dell’entrata svettano, in rilievo, le tavole della legge e la stella di David che troviamo ripetuta anche sul lato opposto dell’edicola.

Federico Jarach (1874-1951) commissionò la creazione di quest’edicola all’architetto Manfredo D’Urbino all’interno del Riparto Ebraico, dove già si trovava la sepoltura dei suoi genitori: il banchiere Moisé Jarach e sua moglie Emma Tedeschi.
Jarach fu una tra le figure al centro dell’evoluzione dell’industria meccanica e metallurgica della prima metà del XX secolo: nel 1907, infatti, diede vite a “Rubinetterie Unite” e, alla fine della Guerra, partecipò alle fasi fondanti di Confindustria. Tra il 1923 e il 1925, inoltre, fu assessore alle finanze del Comune di Milano e presidente dell’Unione delle Comunità israelitiche italiane.
Ottenne il soprannome “Comandante” durante la prima Guerra Mondiale quando servì come ufficiale all’interno della Marina Militare Italiana, corpo a cui sentì d’appartenere per il resto della sua vita, nonostante l’allontanamento dal ruolo a causa della promulgazione delle leggi razziali del 1938 che comportò anche la perdita della sua posizione come proprietario e gestore delle “Rubinetterie Unite”.
È impossibile non ricordare l’impegno che Federico Jarach dimostrò nei confronti della sua comunità: nel 1933 fondò il Comitato di Assistenza per gli Ebrei profughi dalla Germania e nel 1938 fondò la Scuola Superiore Ebraica dove accolse centinaia di studenti ebrei milanesi, espulsi dalle scuole statali.
Nel 1943 il Comandante e la sua famiglia furono tra coloro che sopravvissero ai rastrellamenti che ebbero luogo sul Lago Maggiore in seguito all’armistizio.

Manfredo D’Urbino (1892-1975) fu un architetto e pittore acquerellista d’origini fiorentine, socio onorario della Regia Accademia di Belle Arti dal 1924. Passò la maggior parte della sua vita a Milano, da cui però dovette fuggire tra il 1943-1945, a seguito della promulgazione leggi razziali.
Alla fine della Guerra riprese a lavorare a Milano come architetto libero professionista, impegnandosi in numerosi progetti di ricostruzione postbellica. Fu l’autore del Monumento alla memoria delle vittime della Shoah, inaugurato nel 1947 all’interno del Riparto Ebraico.

I.Z.F.

 

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