Monumento Teresa Migliavacca Butti

Monumento Teresa Migliavacca Butti


Monumento Teresa Migliavacca Butti

Scheda

Denominazione:
Monumento Teresa Migliavacca Butti
Posizione:
Riparto IV, giardino 115
Autore:
Enrico Butti (scultore)
Data esecuzione:
1894

Rivolto verso il prestigioso Viale Centrale del Cimitero, ma in parte nascosto dalle più imponenti sepolture del Riparto IV, il piccolo monumento funebre di Teresa Migliavacca Butti si caratterizza per delicatezza, sobrietà e raffinatezza. Esso è intitolato Quiete. Una semplice stele in marmo di Candoglia ospita una lastra di bronzo, dove, rese con magistrale abilità prospettica, compaiono le arcate di un antico chiostro silenzioso mentre, in primo piano, un angelo in preghiera veglia un sepolcro aperto alla luce di una candela dalla fiamma traballante. La lunetta al di sopra della scena presenta invece il fedele ritratto della defunta, abbigliata secondo la moda dell’epoca.

Scomparsa nell’aprile 1892 a quarantacinque anni di età, Teresa, è stata la moglie del noto scultore Enrico Butti (1847-1932), che decise di omaggiare in prima persona la memoria della consorte con questo modesto ma pregevolissimo monumento da lui ideato, in cui l’artista dimostra di essere un vero e proprio virtuoso nella modellazione del bronzo.

Il progetto della sepoltura fu definitivamente approvato nel settembre del 1894, anno anche della sua messa in opera, quando Butti - la cui produzione continua a mostrare l’influsso del tardo verismo pur cogliendo i primi stimoli del simbolismo - è ormai un artista maturo e apprezzato. A partire dal 1893 egli è anche diventato insegnante di scultura all’Accademia di Brera di Milano dove, da ragazzo, si era a sua volta formato sotto la guida esperta di Pietro Magni (1816-1877). Dal 1894 sono passati oltre dieci anni dalle sue prime, già riuscitissime, sperimentazioni realizzate al Cimitero Monumentale; a questo proposito si ricordino ad esempio il monumento Cavi Bussi (Necropoli, 138) e il monumento Borghi (Necropoli, 142), lavori messi in opera rispettivamente nel 1880 e nel 1884. 

 

M.C.