Monumento Morgagni

Monumento Morgagni


Monumento Morgagni

Scheda

Denominazione:
Monumento Morgagni
Posizione:
Terrazzo BC di Ponente, Nicchia 3
Autore:
Enzo Bifoli (architetto e scultore)
Data esecuzione:
1921; 1929-1930

Camminando lungo la terrazza di Ponente, all’interno di una nicchia decorata a mosaico con tessere blu mare che si attenuano - digradando verso il basso - in un azzurro cielo, si può ammirare il monumento per la famiglia Morgagni. Sei figure femminili, disposte simmetricamente in moto ascensionale, convergono al centro, dove è collocata una stele adorna del profilo a bassorilievo di Tullo Morgagni (1881-1919), coronata da una solenne e vampante fiamma. Le sculture marmoree rappresentano le vestali: le sacerdotesse dell’antica Roma con il compito di tenere sempre vivo il fuoco sacro degli dei all’interno dei templi. In questa raffigurazione allegorica esse compiono l’azione opposta: dal palmo delle loro mani compare la fiammella della vita, ma le sei donne vi soffiano sopra, spegnendola e decretando la morte.

L’opera funeraria è dedicata a Tullo Morgagni, caporedattore alla “Gazzetta dello Sport“ dal 1904. A lui viene attribuita l’invenzione del Giro della Lombardia (1905), della Milano-Sanremo (1907) e soprattutto del Giro d’Italia (1909). Morì a soli trentotto anni, nel 1919, in un disastro aereo avvenuto a Verona. E' qui sepolto anche suo fratello Manlio (1879-1943), presidente dal 1924 al 1943 dell’Agenzia stampa Stefani, soprannominata “megafono del fascismo”; il pubblicista si è tolto la vita il 25 luglio 1943 dopo aver battuto la notizia dell’incarcerazione di Benito Mussolini (1883-1945). Mussolini stesso dettò l’epigrafe a lettere dorate posta sull’intradosso della volta.

L’autore di quest’opera è l’architetto e scultore fiorentino Enzo Bifoli (1882-1965). La sua formazione comprende la frequentazione nel capoluogo toscano della Scuola Professionale di Arti Decorative e successivamente la Scuola di nudo dell'Accademia di Belle Arti. Sarà decisivo, per la sua carriera, l’incontro avvenuto a Roma nel 1904 con Gino Coppedè (1866-1927), che lo spingerà a dedicarsi all’architettura. Per il monumento Morgagni, Bifoli adotta lo stile Novecento, caratterizzato dal “ritorno all’ordine” dopo il periodo delle avanguardie storiche e dove lo splendore della Roma antica si rispecchia nella Roma moderna.

 

M.A