Orari

lunedì da martedì a domenica
chiuso 08:00 - 18:00

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Monumento Wildt

Monumento Wildt


Monumento Wildt

Scheda

Denominazione:
Monumento Wildt
Posizione:
circondante ponente, spazio 715-716
Autore:
Giovanni Muzio (architetto), Adolfo Wildt (scultore)
Data esecuzione:
1932;1975

Un semplice monumento, disegnato dall’architetto milanese Giovanni Muzio, segna la sepoltura dello scultore Adolfo Wildt e della sua famiglia. Come ricordato dall’artista, l’Autoritratto concluse nel 1909 un lungo e drammatico periodo d’impotenza creativa, approdando ad un linguaggio espressionista di matrice tedesca. La tragicità febbrile, conseguita attraverso una sapiente esasperazione anatomica, finisce col rafforzare a livello visivo quel processo d’identificazione maschera-persona che caratterizzò la cultura europea dinnanzi alla crisi dell’uomo moderno come immagine unitaria. Nel medaglione raffigurante la moglie Dina Borghi, il fare deformante sembra invece ricomporsi in un classicismo affine alle contemporanee soluzioni sperimentate dal gruppo del Novecento, costituitosi negli anni Venti intorno alla critica d’arte Margherita Sarfatti. L’effige – siglata dalla consueta incisività dell’intaglio che trasforma gli occhi in “pozzi scavati nel profondo” (cfr. P. Buzzi) – denuncia altresì un debito verso la tradizione figurativa ottocentesca. Replicati più volte dal maestro, i due ritratti autografi furono sostituiti negli anni Settanta dalle attuali copie in bronzo. Dolorosamente sedotto dalla propria vocazione, Adolfo Wildt (1868-1931) non mostrò mai alcun timore di fronte alla possibilità di turbare il pubblico e, conseguentemente, di allontanarlo: disinteressato a dilettare l’osservatore e ad assecondarne il gusto, diede vita ad uno stile personale che nulla aveva a che fare con le tendenze allora dominanti. Massimo esperto nella lavorazione del marmo, in lui l’atto di scolpire – lontano dal rischio di cadere in un puro virtuosismo – divenne esercizio “spirituale” avente per scopo non il piacere, ma la percezione di una verità che trascende il mondo sensibile.

D.C.