Edicola Crespi

Edicola Crespi


Edicola Crespi

Scheda

Denominazione:
Edicola Crespi
Posizione:
Riparto IV, spazio 84
Autore:
Scultore: Ernesto Bazzaro
Data esecuzione:
1909-1912

Nella prestigiosa sezione di ponente del cosiddetto Emiciclo, affacciata sul piazzale interno del Cimitero Monumentale subito dietro al Famedio, si trova la sepoltura destinata alla famiglia Crespi. Su una imponente struttura in granito serizzo appena sbozzato è collocato un gruppo scultoreo in marmo di Carrara che narra il ciclo della vita umana. Sul fronte compare l’Eredità d’affetti che i defunti lasciano ai vivi, a sinistra l’Indeprecabilità, a destra l’Imperscrutabilità, mentre sul retro un allegro putto con ghirlande di fiori rappresenta il Rinnovellamento della vita; tutte intense personificazioni trattate con linguaggio simbolista. Curiosa, sul lato posteriore dell’edicola, la pesante porta di accesso alla cripta caratterizzata dalla presenza di uno spaventoso pipistrello con serpi.

Nel novembre del 1908, a seguito della scomparsa della moglie Paolina Sioli Crespi, il marito Pasquale commissiona l’edicola di famiglia. Nato a Busto Arsizio (VA), industriale tessile e Cavaliere del Lavoro, Pasquale Crespi (1850-1920), è il fratello minore del ben noto Cristoforo Benigno Crespi (1833-1920), fondatore nel 1878 del primo nucleo dello stabilimento industriale e del villaggio operaio di Crespi d’Adda (BG), oggi patrimonio dell’Unesco, nel quale l’imprenditore introdusse i più moderni sistemi di filatura. Proprio con Pasquale e con un altro loro fratello, Carlo (1838-1910), tra il 1869 e il 1870, quindi poco prima della grande impresa della “città operaia ideale” Crespi d’Adda, Cristoforo Benigno, aveva fondato a Ghemme (NO) una filatura di qualche migliaio di fusi a cui poi furono aggiunti anche svariati telai.

Nell’ottobre 1909 il progetto della sepoltura della celebre famiglia Crespi venne approvato, sebbene con una riserva. L’artista avrebbe dovuto celare l’eccessiva nudità della figura maschile posta sul lato destro poiché ritenuta sconveniente. L’opera attuale inoltre si discosta dalla versione originale anche nella resa dell’Eredità d’affetti, oggi in posa frontale e orgogliosa nella sua lunga veste, ma inizialmente pensata mesta e sofferente, posta di tre quarti. Lo scultore milanese Ernesto Bazzaro (1859-1937) che firma il monumento Crespi, si formò presso l’Accademia di Brera; la sua produzione fu sempre sensibile alle istanze della Scapigliatura e del Simbolismo. Anche Bazzaro riposa al Monumentale (Giardino Cinerario di levante, numero 59), dove ha lasciato molti capolavori.

 

 

M.C.

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Edicola Crespi (particolare)
Edicola Crespi (particolare)