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Monumento Ulrico Hoepli

Monumento Ulrico Hoepli


Monumento Ulrico Hoepli

Scheda

Denominazione:
Monumento Ulrico Hoepli
Posizione:
riparto acattolici, campo 4, spazio 78-79
Autore:
Adolfo Wildt (scultore)
Data esecuzione:
1924

Una volta entrati nel riparto degli Acattolici, è sufficiente proseguire dritto per pochi metri per incontrare il monumento Hoepli. La scultura, in marmo, si compone di un basamento sul quale poggia un grande libro aperto, sul quale sono rappresentati gli stemmi della Svizzera e del Comune di Milano e le massime di Leonardo da Vinci (La vita bene spesa lunga è) e sant’Ambrogio (La morte è la via della vita).

Ulrico Hoepli (1847-1935) nacque in una famiglia di origine contadina, in Svizzera. Si trasferì a Milano nel 1870 e rilevò una piccola libreria situata in galleria De Cristoforis, presso piazza Duomo. In breve tempo il suo piccolo negozio diventò un punto di riferimento per la borghesia colta, che vi poteva trovare sia libri di antiquariato, sia testi scritti nelle principali lingue europee. All'attività commerciale affiancò dal 1871 quella editoriale, volta a colmare la povertà di pubblicazioni tecnico-scientifiche che contraddistingueva allora l’Italia. Hoepli creò, infatti, le famose collane La biblioteca tecnica e i Manuali Hoepli dedicati non solo agli studenti delle scuole superiori ma anche a quelli degli istituti professionali e agli artigiani, tra i quali troviamo anche il Manuale dell'ingegnere civile e industriale di Giuseppe Colombo, fondatore della Edison in Italia (sepolto al Monumentale nel riparto III, spazio 217). Hoepli inoltre, grazie ai suoi ottimi rapporti con le istituzioni, poté pubblicare volumi molto pregiati, tra i quali il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci (per concessione della Biblioteca Ambrosiana, diretta allora da Achille Ratti, futuro Pio XI, di cui era amico), il Corpus nummorum Italicorum (commissionatogli da Casa Savoia, importantissima raccolta di monete della penisola italiana dall’Antichità al Novecento realizzata da Vittorio Emanuele III in persona) e il Codice Virgiliano contenente le annotazioni del Petrarca. Hoepli fu anche un mecenate: nel 1922 fondò la Biblioteca Popolare Ulrico Hoepli e nel 1930 donò alla città di Milano il Planetario Zeiss, il più grande d’Italia, a lui oggi intitolato. La casa editrice Hoepli è ora diretta dal pronipote Ulrico Carlo.

Wildt è uno scultore milanese (il nonno combatté durante le V Giornate e il padre era portinaio a palazzo Marino) formatosi nella bottega di Federico Villa. Fin dalle prime opere, mostrò la sua inclinazione al simbolismo mistico, secondo un gusto secessionista. Trovò validi mecenati nel prussiano Rose e nell’imprenditore comasco Chierichetti; anche in virtù dell’appoggio di Margherita Sarfatti divenne protagonista della scultura italiana nel primo dopoguerra nell’ambito del gruppo del Novecento da lei promosso. A Milano, dellartista è possibile ammirare anche il curioso citofono a forma di orecchio in via Serbelloni 10; la Vittoria Alata all’ingresso del Palazzo Berri-Meregalli in via dei Cappuccini 8; il Sant’Ambrogio situato presso il Sacrario dei Caduti milanesi; il gruppo scultoreo Il Santo, il Giovane ed il Vecchio nel giardino della Galleria d’Arte Moderna di via Palestro. Al Cimitero Monumentale realizzò, oltre a questo monumento, anche quelli per le famiglie Chierichetti, Korner, Bistoletti, Ravera, Sarfatti, Zucchetti e il proprio.

K.C.