Monumento Umberto Fabe

Monumento Umberto Fabe


Monumento Umberto Fabe

Scheda

Denominazione:
Monumento Umberto Fabe
Posizione:
rialzato A ponente, spazio 172B-172C
Autore:
Enrico Pancera (scultore)
Data esecuzione:
1941

Ai piedi del Rialzato, sulla via che conduce al Riparto XVII, balza all’occhio il fantasioso monumento a Umberto Fabe. La plastica raffigurazione in bronzo nero rappresenta un giovane aviatore: nudo come gli dei dell’Olimpo, regge sulla spalla sinistra un’elica, allusione simbolica a un aeroplano, mentre viene agguantato dai tentacolari capelli serpentini della testa di Medusa, straordinaria reinterpretazione statuaria del dipinto di Caravaggio conservato agli Uffizi di Firenze, e fatto precipitare. Sulla base è inciso in lettere dorate l’epigrafe di Gabriele D’Annunzio: “Non cola ma vola, non cade ma s’alza”.

Umberto Fabe (1918-1941) è stato sergente maggiore dell’aeronautica durante la seconda guerra mondiale, impegnato nella Campagna d’Africa. È morto nel 1941, alla giovane età di 23 anni, a causa di un incidente aereo nei cieli della Libia, terra indicata dal poeta greco Esiodo (VIII-VII secolo a.C.) come la dimora di Medusa.

Lo scultore Enrico Pancera (1882-1971) ha firmato l’opera. Originario di Caravaggio (BG), si è formato a Milano, dapprima alla Scuola di Arte Applicata del Castello Sforzesco, poi all’Accademia di Brera, dove ha avuto come maestro Enrico Butti (1847-1932). Le sue composizioni rimandano spesso alla mitologia greca, ma i riferimenti non sono mai fini a se stessi e trovano sempre una simbolica corrispondenza con il presente. Nel suo capolavoro, Monumento ai caduti del 1932, in piazza Trento e Trieste a Monza, la dea Nike (Vittoria alata) guida un gruppo di soldati armati di gladio e scudo.

M.A.