Cripta e Monumento alle Cinque Giornate di Milano

Cripta e Monumento alle Cinque Giornate di Milano


Cripta e Monumento alle Cinque Giornate di Milano

Nel gennaio 2024 è iniziato il progetto di valorizzazione di un luogo che custodisce la memoria storica di Milano e restituisce dignità ai suoi Caduti, la Cripta di piazza Cinque Giornate.

Proseguono l’ambizioso progetto di restauro del monumento di piazza Cinque Giornate e il recupero e studio dei resti scheletrici conservati nella Cripta sottostante, animati e diretti dall'Area Funebri del Comune di Milano, che vede collaborare congiuntamente l'Amministrazione, Labanof - Università degli Studi di Milano e Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico.    

Quello che abbiamo intrapreso - afferma l’assessora ai Servizi civici e generali Gaia Romani - è un progetto davvero ambizioso. Il monumento di Cinque Giornate e la storia della sua Cripta toccano profondamente il cuore dei milanesi e per questo siamo entusiasti di restituire alla cittadinanza un luogo così identitario. E lo siamo ancor di più, perché grazie allo straordinario lavoro della professoressa Cristina Cattaneo e del suo staff potremo ricostruire l’identità dei tanti uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita per la libertà della nostra città”.

Dall'autunno 2025 i ponteggi circondano e celano l’obelisco di 23 metri realizzato dallo scultore Giuseppe Grandi, dedicato all’insurrezione armata avvenuta tra il 18 e il 22 marzo del 1848 a Milano, che portò alla temporanea liberazione della città dal dominio austriaco.  

L’avvio dell’intervento conservativo di restauro, a cura della Direzione Tecnica e Arredo Urbano del Comune di Milano, ha consentito di mostrare con evidenza e confermare alcune curiosità che erano in parte emerse da rappresentazioni storiche. In primis, dalle operazioni di pulitura del bronzo è emerso l’uso di leghe diverse, che spiegano la volontà dell’autore di ottenere luminescenze e colori differenti fra l’obelisco e l’allegoria di figure – in particolare, le cinque figure femminili, ciascuna rappresentante una delle Cinque Giornate – che lo avvolgono. L’obelisco del monumento, al tempo della sua inaugurazione, doveva mostrarsi con ragionevole certezza più scuro e tendente al rossastro – patina favorita da una lega bronzea molto carica di rame – a differenza delle figure plausibilmente più chiare e luminose all’incidenza dei raggi solari, per via della composizione della lega più ricca di stagno.    

L’approfondimento conservativo si sta spingendo nell’esplorazione interna del monumento, occasione unica offerta dalla presenza del ponteggio e con il supporto delle tecnologie miniaturizzate oggi a disposizione. 

Parallelamente agli interventi di restauro, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (Labanof) del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, Università degli Studi di Milano, sta conducendo un'importante ricerca sui resti umani recuperati nella Cripta. Le operazioni prevedono anzitutto un accurato recupero dei materiali ossei, seguito da interventi di stabilizzazione volti a preservare nel tempo i resti rinvenuti. Successivamente, si sta procedendo con un'approfondita indagine antropologica, mirata a definire le caratteristiche biologiche e demografiche delle vittime, attraverso tecniche di analisi scientifiche e metodologie avanzate di identificazione individuale.  

La ricerca antropologica si accompagna con un rigoroso studio storico, che ha permesso di approfondire e contestualizzare i reperti grazie all'incrocio delle fonti storiche disponibili, arricchendo così ulteriormente la comprensione dei drammatici eventi di quei giorni. Questo studio non solo sta restituendo una dignità scientifica e culturale ai resti esaminati, ma evidenza anche il valore del patrimonio storico rappresentato dal monumento. 

Un grande aiuto alla ricostruzione storica dei resti arriva dall'archivio del Policlinico di Milano, dove è conservata una trascrizione dei registri con l’elenco dei caduti durante le Cinque Giornate, tumulati nel sepolcreto dell’Ospedale. Presso la Cripta dell’Annunciata in via Sforza, infatti, vennero portate le spoglie dei caduti, che ebbero degna sepoltura fino alla costruzione del monumento del Grandi. I loro nomi sono ancora oggi incisi sulle pareti della Cripta, a testimonianza del gesto eroico nei confronti della città.

Una delle sfide più significative che si sta affrontando durante il progetto è quella dei resti commisti, ossia reperti ossei mescolati tra loro. Inoltre, anche la conservazione variabile dei materiali influenza significativamente la qualità delle informazioni ottenute. Tuttavia, grazie all'impiego di software dedicati e procedure standardizzate di raccolta dati, sono in corso le operazioni di riassociazione dei reperti.

Il Labanof, con questo studio, vuole così contribuire a preservare e valorizzare il patrimonio culturale e storico italiano, offrendo alla comunità una visione più approfondita e dettagliata delle Cinque Giornate di Milano e del loro impatto nella storia nazionale e sulla nostra società attuale.

Per maggiori informazioni visita il sito del Comune di Milano e la pagina dedicata agli sviluppi del progetto.