Edicola Castelli

Edicola Castelli


Edicola Castelli

Scheda

Denominazione:
Edicola Castelli
Posizione:
Riparto VI, spazio 141
Autore:
Enrico Astorri (scultore)
Data esecuzione:
1900,1904

L’Edicola Castelli, situata nello spazio 141 del Riparto VI, fu commissionata dall’omonima famiglia nobile per commemorare il giovane Roberto Castelli, morto di endocardite a soli ventiquattro anni.

Concepita come un vero e proprio altare, si innalza su gradoni in granito di Biella che conducono alla composizione scultorea in bronzo cardine dell’opera: un rilievo raffigurante Roberto sul letto di morte. Questa soluzione iconografica, come testimonia anche l’Edicola Airoldi Casati di Enrico Butti, è ricorrente al Cimitero Monumentale. Dal letto discende un tappeto sul quale compare un cartiglio dedicato alla memoria del giovane.

Accanto alla figura centrale si trova la statua di un fanciullo che regge una croce, elemento da cui deriva il titolo dell’opera scelto dallo scultore Enrico Astorri: Cristianesimo. La croce è però l’unico riferimento diretto alla simbologia cristiana. Il fanciullo, infatti, non segue l’iconografia religiosa tradizionale: è nudo, coperto solo da un panno sul basso ventre e indossa un copricapo che richiama quello degli schiavi. Già nel 1892, Astorri si era distinto per l’interesse verso temi di gusto orientale, tra cui Schiavo abissino e La filatrice araba, opera che gli valse la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900.

Il resto della struttura è in pietra rossa Simona. Ai lati, entro nicchie con archi a ferro di cavallo – tipici dell’estetica moresca e dell’orientalismo in voga a fine Ottocento – sono collocati due vasi in bronzo e intorno decorazioni che richiamano motivi arabeggianti. L’opera nel suo insieme mette così in dialogo il realismo delle figure con elementi di gusto neomoresco e con suggestioni simboliste, evidenti nei fiori recisi e nel tramonto sullo sfondo del rilievo, allusivo al passaggio dell’anima verso l’aldilà.

Sul retro, l’accesso alla cripta è segnato da un portale in stile arabeggiante, caratterizzato da due colonne binate. Sopra le maniglie, è riportato il nome e lo stemma della nobile famiglia Castelli, raffigurante una torre. Sulla destra del portale, Roberto è ricordato ancora una volta attraverso un ritratto verosimigliante lavorato a bassorilievo nel bronzo.

Nato a Piacenza nel 1859, Enrico Astorri rimase orfano in giovane età; grazie al sostegno di uno zio poté studiare scultura dapprima a Parma, poi a Genova per stabilirsi infine a Milano, dove perfezionò la sua tecnica. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti.

Astorri è autore di diverse opere funerarie nei cimiteri monumentali di Milano, Genova e Piacenza e il suo stile è caratterizzato dall’utilizzo di sculture spesso monumentali che rappresentano figure mitologiche, allegoriche e ritratti. Nonostante le difficoltà personali, tra cui la perdita dell’udito intorno ai trent’anni e una successiva paralisi, continuò a lavorare fino alla morte, avvenuta a Milano nel 1921.

S.B.