Lapide Gorini

Lapide Gorini


Lapide Gorini

Scheda

Denominazione:
Lapide Gorini
Posizione:
Tempio Crematorio, sala di Cremazione
Autore:
Giuseppe Grandi (scultore)
Data esecuzione:
1883

Un’effigie in bronzo – opera di Giuseppe Grandi – commemora il “filosofo della Natura” Paolo Gorini, le cui ceneri sono conservate presso il Cimitero Monumentale di Lodi. Prendendo le distanze dall’accuratezza maniacale di certi scultori che proseguivano l’ormai stanca tradizione del Realismo, l’artista optò per una resa impressionistica della forma, offrendoci un volto siglato da delicate slavature. Motivi vegetali, restituiti con la consueta freschezza esecutiva, raccordano il ritratto all’epigrafe.

Matematico, fisico, esperto di vulcanologia, Paolo Gorini (1813-1881) divenne celebre grazie alla formula di “pietrificazione” dei cadaveri: la sostituzione dei liquidi corporei con particolari soluzioni saline, permetteva infatti di mineralizzare i tessuti organici, impedendone la decomposizione. Fra i defunti illustri sottoposti ai suoi trattamenti conservativi, occorre citare – oltre a Mazzini – il romanziere Giuseppe Rovani. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento, lo scienziato fu impegnato nel perfezionamento della pratica crematoria, offrendo un importante contributo al processo di laicizzazione della società. Testato inizialmente nel cimitero lodigiano di Riolo, il forno ideato da Gorini venne in seguito adottato in altre città italiane ed europee.

Artista fra i più rappresentativi del secondo Ottocento, Giuseppe Grandi (1843-1894) giocò un ruolo di prim’ordine all’interno della Scapigliatura lombarda, condividendo le posizioni antiaccademiche e la ventata di svecchiamento formale promossa dagli amici pittori Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Ne è prova il gruppo scultoreo dedicato alle Cinque Giornate di Milano (sito nell’omonima piazza), dove il ritmo avvolgente delle figure alla base dell’obelisco, rinnova la tradizionale tipologia del monumento celebrativo.

 

D.C.