Edicola Bruni

Edicola Bruni


Edicola Bruni

Scheda

Denominazione:
Edicola Bruni
Posizione:
necropoli, spazio 146
Autore:
Angelo Colla (architetto), Giulio Monteverde (scultore)
Data esecuzione:
1876

 Il monumento funebre della famiglia Bruni consiste in un basamento su cui si imposta una piramide in miniatura, realizzata in pietra di Saltrio e affiancata da due sculture marmoree: la figura del Dolore, vestita all’antica e dalla ricercata acconciatura, è rappresentata nell’atto di proteggere un’urna in bronzo con la mano destra, mentre con la sinistra indica il nome della famiglia titolare della tomba; dall’altro lato del portale si trova, invece, una sfinge a guardia del sepolcro. Il prospetto principale è poi connotato dal ricco decorativismo del portale di accesso al mondo ultraterreno: l’architrave è decorato dall’immagine del disco solare affiancato dalla teste di serpenti alati, simbolo del Dio-giudice che separa la luce dalle tenebre, mentre sugli stipiti si ripete la figura dell’ancella suonatrice nel rito della Festa dei Morti.
L’edicola è stata eretta dopo la morte di Francesco Bruni (1803-1875), imprenditore nel campo della tintoria e della seta. Il progetto architettonico si deve ad Angelo Colla (1827-1892), architetto autodidatta e poliedrico che intende il restauro come reinterpretazione creativa, penalizzando il rigore archeologico a favore del libero completamento di parti antiche. Nel capoluogo lombardo Colla, che nel 1860 aveva avanzato anche un progetto per il nuovo Cimitero da erigersi a Milano, si occupa del restauro di Palazzo Marino e delle controverse ristrutturazioni del Castello Sforzesco e della basilica di Santa Maria delle Grazie.
La parte scultore è tradizionalmente attribuita a Giulio Monteverde (1837-1917), che inizia la propria carriera come scultore ligneo e in seguito si forma nella bottega di Giovanni Bistolfi, padre del celebre scultore Leonardo. Il linguaggio squisitamente verista di Monteverde è ben rappresentato dalle numerose sepolture che realizza nel cimitero Genovese di Staglieno. 

C.Z.