Monumento Alberto Weill-Schott

Monumento Alberto Weill-Schott


Monumento Alberto Weill-Schott

Scheda

Denominazione:
Monumento Alberto Weill-Schott
Posizione:
Cinerario levante, n.150-153
Autore:
Enrico Butti (scultore)
Data esecuzione:
1904

Situato nel Cinerario di Levante, il Monumento Weill-Schott presenta, nei suoi elementi compositivi, una commistione di stili scultorei. L’opera è dominata da una grande sfinge in marmo bianco, figura ammantata di mistero, guardiana delle soglie e antico simbolo di protezione. Legata iconograficamente alla cultura dell’Antico Egitto, è spesso ripresa nella scultura funeraria. Addossata alla sfinge, si erge una statua femminile in bronzo, intitolata Dolore, dai tratti morbidi e sinuosi, che contrasta con i materiali e con lo stile del resto dell’opera. Chiude la varietà espressiva che connota la sepoltura una colonna in marmo dal gusto orientaleggiante.

Il monumento è stato realizzato per Alberto Weill-Schott, banchiere israelita il cui nome è inciso sull’abaco della colonna. Weill-Schott, la cui famiglia era di origine austriaca, aveva fondato a Milano nel 1850, insieme ai fratelli Cimone e Filippo, la ditta “Figli Weill Schott & C.”, che nel 1898 era diventata la “Società Bancaria Milanese”, importante istituto di credito attivo nel capoluogo lombardo.

L’opera è stata realizzata nel 1904 dallo scultore Enrico Butti, importante esponente del verismo lombardo, che qui unisce abilità compositiva e fantasia combinatoria, adeguando il suo stile al gusto più libero del tempo, mescolando elementi presi da diverse tradizioni della scultura funeraria. I marmisti Fratelli Bogani hanno collaborato con Butti al progetto e all’esecuzione dell’opera. Fra le molte sculture realizzate da Butti all’interno Monumentale si ricordano numerosi profili degli “illustri” presenti all’interno del Famedio, il Monumento Cavi Bussi e le Edicole Isabella Casati e Besenzanica.

 

S.C.

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Monumento Alberto Weill-Schott
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