Orari
| lunedì | da martedì a domenica |
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| chiuso | 08:00 - 18:00 |
Ingresso libero
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All’interno della Necropoli, quasi nascosta dalla vegetazione, si trova l’edicola realizzata dall’architetto Luigi Broggi per la contessa Giulia Villa in Melzi d’Eril.
La peculiare composizione vuole riprodurre un antico tempio biblico in rovina. A tale scopo, Broggi chiese esplicitamente massi di vario tipo da poter disporre in maniera apparentemente casuale all’ingresso, per simulare la decadenza del luogo.
La prospettiva architettonica conduce lo sguardo verso la figura protagonista dell’opera: Gesù Nazareno, statua in marmo scolpita da Urbano Nono. Il contrasto tra le rovine e la compostezza di Cristo, rappresentato in procinto di uscire dal tempio, allude al trascorrere del tempo e alla labilità di ciò che è terreno, in contrapposizione all’eternità del divino.
Giulia Villa (1842-1913), contessa milanese, fu moglie di Giuseppe Branca, figlio di Bernardino, l’inventore del noto fernet. Fu lui a dedicarle Villa Giulia a Pallanza, residenza di villeggiatura della donna. Dopo la scomparsa di Giuseppe, si risposò con il nobile Francesco Lodovico Melzi d’Eril, con cui visse fino alla morte, avvenuta a Pallanza. Benefattrice e amante dell’arte, lasciò una donazione al Castello Sforzesco.
Il progetto architettonico venne affidato a Luigi Broggi (1851-1926), eclettico architetto milanese. A Cordusio progettò il palazzo del Credito Italiano, quello delle Poste e della Banca d’Italia. A inizio Novecento iniziò a collaborare con Cesare Nava, dando vita allo Studio Broggi-Nava. I due lavorarono insieme anche nella realizzazione di questa edicola. Entrambi riposano al Monumentale, nelle cappelle di famiglia da loro stessi progettate (Luigi Broggi - Rip. II, sp. 183; Cesare Nava - Circondante di ponente, sp.8 1/2).
La statua di Cristo è opera dello scultore Urbano Nono (1849-1925), apprezzato artista veneto. Formatosi tardi come scultore, partecipò a numerose esposizioni, varcando anche i confini nazionali.
Il Gesù Nazareno, datato 1903 e precedentemente collocato sulla tomba Branca nel cimitero di Pallanza, è l’unica sua opera presente all’interno del Cimitero Monumentale.
E.B.
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