Monumento Molteni

Monumento Molteni


Monumento Molteni

Scheda

Denominazione:
Monumento Molteni
Posizione:
Riparto XIII, n. 331
Autore:
Alfonso Mazzucchelli (scultore)
Data esecuzione:
1918

All’inizio del Riparto XIII si trova il monumento funebre dei coniugi Molteni, intitolato Il Tempo. Seduto sul globo terrestre è infatti raffigurato Crono, dio del Tempo nella mitologia greca, ultimo figlio di Urano (il Cielo) e Gea (la Terra). Il Titano, modellato in marmo bianco di Candoglia, ha le fattezze di un uomo anziano, barbuto. In atteggiamento meditativo veglia sulle sorti del mondo, scandendo stagioni e cicli. Solo in un secondo momento la sua figura leggendaria sarà associata all’idea del “Tempo divoratore dei propri figli”, immagine evocativa del destino mortale degli esseri umani e legata al mito della nascita delle divinità olimpiche.

Sulla fascia in rilievo che avvolge il globo terrestre sono visibili i segni zodiacali, allusione alla ciclicità delle stagioni che si rispecchia, in cielo, con l’avvicendarsi delle costellazioni sulla linea dell’orizzonte. A ciascun segno era anticamente associata una divinità greca: all’ariete corrisponde Atena, dea della saggezza e della guerra; al toro Estia, dea del focolare e della vita domestica; ai gemelli Ebe, dea dell’eterna giovinezza; al cancro Artemide, dea della caccia; al leone Eros, dio dell’amore; alla vergine Demetra, dea delle messi e dei raccolti; alla bilancia Afrodite, dea dell’amore e del piacere; allo scorpione Ade, dio dei morti; al sagittario Atalanta, dea della caccia; al capricorno Apollo, dio del sole, della luce e della conoscenza; all’acquario Ecate, dea della magia e dei fantasmi; ai pesci Zeus, dio del tuono e del cielo.

Alfonso Mazzucchelli, scultore milanese nato nel 1867, è autore di diverse opere situate al Monumentale, tra le quali l’edicola Zonda (Riparto II, spazio 175), realizzata insieme al fratello, l’architetto Egidio Mazzucchelli (morto nel 1933). Raggiunse giovanissimo la notorietà grazie alla sua abilità nel modellare le figure e alla sua predisposizione ad affrontare plasticamente soggetti storici e di genere.

A.U.