Monumento Omodeo

Monumento Omodeo


Monumento Omodeo

Scheda

Denominazione:
Monumento Omodeo
Posizione:
Rialzato B di ponente, giardino 1489-1493
Autore:
Odoardo Tabacchi (scultore)
Data esecuzione:
1876; 1930

Tra le numerose e ravvicinate sepolture presenti nel Rialzato B di ponente del Cimitero Monumentale, non si può non notare il monumento funebre della famiglia Omodeo. Una figura femminile pensosa è scolpita in marmo bianco di Carrara. Il suo titolo è Memore Omaggio, tipico tema dell’iconografia funeraria di fine Ottocento: la donna, dolente, tiene in mano una corona di fiori, segno di riconoscenza ai defunti, mentre le sue vesti eleganti tra ricami e balze, sono ricche di dettagli descrittivi. Alle sue spalle le conferisce importanza una quinta di sfondo traforata in marmo Bovaglio grigio levigato; l’intera struttura si poggia su una base in granito di Biella.

Voluta dai coniugi Angelo e Giuseppina Omodeo alla scomparsa del figlio Marino, giovane ingegnere morto a soli ventisei anni nel 1929 a seguito di un incidente di volo, questa sepoltura ospiterà successivamente anche i genitori del ragazzo. Il padre, Angelo Omodeo (1876-1941), originario di Mortara (PV) e laureatosi in Ingegneria Civile al Politecnico di Milano, è stato un noto ingegnere esperto di costruzioni idrauliche e idroelettriche. Molto attivo in Italia nella messa in opera di dighe fu spesso chiamato anche all’estero in qualità di consulente di prestigio per opere di irrigazione, bonifica e produzione idroelettrica; dall’Albania alla Francia, dalla Spagna all’Egitto, lavorò persino in Russia. In Sardegna porta il suo nome uno dei bacini artificiali più grandi d’Italia sorto grazie ai suoi studi: il Lago Omodeo.

Il progetto del monumento funebre, approvato nel luglio 1930, reca la firma dell’architetto Guido Sartirana (1875-1971) autore al Monumentale, tra il 1908 e il 1909, anche della bella edicola Michiel (Riparto XI, spazio 232). La scultura in marmo della sepoltura Omodeo, capolavoro del verismo milanese di tardo Ottocento, è invece un’opera dello scultore varesotto Tabacchi già terminata nel 1876 per un’altra sepoltura. Odoardo Tabacchi (1831-1905), formatosi all’Accademia di Brera a Milano, raggiunse la fama in città realizzando con Antonio Tantardini (1829-1879) tra il 1862 e il 1865 il monumento a Cavour nella piazza omonima.

 

M.C.