Edicola Pirelli

Edicola Pirelli


Edicola Pirelli

Scheda

Denominazione:
Edicola Pirelli
Posizione:
Riparto IX, spazio 541
Autore:
Luca Beltrami (architetto), Giovanni Battista Casati (ingegnere)
Data esecuzione:
1921

Percorrendo il viale alberato che separa il Riparto I dal Riparto IV, oltrepassando le edicole Bocconi, Falck e Feltrinelli, si arriva all’edicola Pirelli, progettata da Luca Beltrami e contraddistinta da una rielaborazione dello stile neoromanico.

Giovanni Battista Pirelli (1848-1932) figlio di un panettiere e di una “possidente”, si iscrisse inizialmente all’università di Pavia, ma nel 1866, dopo solo un anno di studi, l’abbandonò per partecipare alla Terza guerra d’indipendenza italiana e alla fallimentare battaglia di Mentana insieme a molti suoi compagni di corso e a quello che sarebbe diventato - successivamente - il suo professore, Giuseppe Colombo (fondatore della società Edison, anch’egli sepolto al Monumentale, riparto III spazio 217). Dopo questa esperienza patriottica, si iscrisse al Politecnico, studiando ingegneria industriale: l’ottima votazione ottenuta gli consentì di vincere una delle due borse di studio istituite dalla nobildonna milanese Teresa Berra Kramer (sepolta al Monumentale, Rialzato B ponente, spazi 1026-1033) grazie alla quale intraprese un viaggio di istruzione all’estero della durata di 10 mesi, con l’obiettivo di individuare un nuovo settore produttivo. Quando Pirelli tornò in Italia, nel 1872, fondò il primo stabilimento milanese per la lavorazione del caucciù. L’impresa conobbe una progressiva e inarrestabile crescita: nel 1881 avviò la produzione di conduttori elettrici, nel 1883 quella di cavi elettrici subacquei, dal 1887 cominciò a posare i primi cavi telegrafici sottomarini nel Mar Rosso e nel Mediterraneo per conto del Governo italiano e nel 1888-1890, fece lo stesso in Spagna, nelle Baleari e in Marocco, incaricato dal governo spagnolo. Nel decennio successivo Pirelli investì nella produzione di pneumatici, prima per le biciclette, poi, dal 1901, per le automobili e motocicli. Per far fronte alle crescenti richieste del mercato iniziò la costruzione di un nuovo grande stabilimento nell’area di Milano-Bicocca, che venne completato nel 1908; numerosissime sedi produttive furono inaugurate anche all’estero. All’inizio degli anni Venti del Novecento la Pirelli definì il suo carattere multinazionale: fu, infatti, la prima società italiana a quotarsi allo Stock Exchange di New York, nel 1929. Giovanni Battista fondò anche il Gruppo sportivo Pirelli che nel 1926 finanziò la costruzione dello stadio di San Siro. Sin dal 1904, Pirelli coinvolse i due figli, Piero (1881-1956) e Alberto (1882-1971) nella gestione dell’azienda. Questo gli permise di impegnarsi maggiormente anche in campo politico, passando da quello municipale a quello nazionale diventando senatore nel 1909. Divenne presidente del Credito Italiano e della Edison e nel 1919 conquistò la presidenza della Confederazione generale dell’industria italiana. Ottenne varie onorificenze tra cui quella di Cavaliere del lavoro.

Luca Beltrami si formò al Politecnico di Milano e all’École des beaux-arts di Parigi. Della sua attività milanese si segnalano sia alcuni dei suoi più famosi restauri (chiesa di Santa Maria delle Grazie, Castello Sforzesco e Palazzo Marino) sia alcuni degli edifici da lui progettati (il palazzo delle Assicurazioni Venezia e quello della Banca Commerciale Italiana). Presso il Cimitero Monumentale realizzò, tra le altre sepolture, anche le edicole Gritti, Frova, Gabba e Cottini.

Giovanni Battista Casati fu il più stretto collaboratore di Luca Beltrami - dall'inizio del secolo fino alla metà degli anni Venti - nella progettazione e costruzione di alcuni tra i più importanti palazzi della Banca Commerciale Italiana (confluita nell’attuale Intesa Sanpaolo) tra cui quelli di Piazza della Scala a Milano e di corso Umberto a Roma.

 

K.C.